Concordato preventivo

Art. 186-bis l.f. - Concordato con continuità aziendale

Articolo 186-bis della legge fallimentare corredato di massime della giurisprudenza di legittimità e di merito 

Concordato con continuità aziendale (art. 186-bis l.f.)

Il concordato preventivo con continuità aziendale disciplinato dalla legge falimentare. Presupposti, finalità e vantaggi, anche alla luce delle più recenti sentenze dei tribunali di merito.

Art. 160 l.f. - presupposti per ammissione al concordato

Articolo 160 della legge fallimentare corredato di massime della giurisprudenza di legittimità e di merito 

Art. 161 l.f. - Domanda di concordato

Articolo 161 della legge fallimentare corredato di massime della giurisprudenza di legittimità e di merito 

Massime giurisprudenziali in tema di concordato preventivo (1/9/2016)

Sentenze in tema di concordato preventivo

 

IL LIQUIDATORE SENZA DELEGA ASSEMBLEARE NON PUÒ PRESENTARE LA DOMANDA: IL PROFESSIONISTA INCARICATO NON HA CREDITO VERSO LA MASSA

Cassazione, Sez. I, 14 giugno 2016, n. 12273 - Pres. Nappi - Est. Genovese - M. c. Fall. Tevi S.p.a. in liquidazione

(legge fallimentare artt. 152, 160, 161; cod. civ. artt. 2487, 2489, 2751 bis)

 

Messa in liquidazione la società con assemblea straordinaria e investito con la stessa delibera il liquidatore del mero potere di convocazione dell’assemblea straordinaria per deliberare altresì l’eventuale approvazione di una proposta di concordato, alla deserzione della riunione dei soci e ciononostante il liquidatore aveva presentato comunque il ricorso di concordato. Il costo sostenuto dal legale così incaricato non venne ammesso al passivo nel successivo fallimento, poi dichiarato dal tribunale, eccependosi una carenza assoluta di potere dell’organo conferente: decisione confermata dalla S.C., per la quale il liquidatore non avrebbe gli stessi poteri generali dell’amministratore, come voluto dall’art. 2380 bis c.c., dovendosene la fonte rinvenire in modo specifico nella sola delibera d’assemblea, ex art. 2487, comma 1, lett. c), c.c., conformata e pubblicizzata come previsto dall’articolo successivo. L’art. 2489 c.c., attribuendo ai liquidatori gli atti utili per la liquidazione della società, non includerebbe la proposta di concordato, né soccorrerebbe l’art. 152 l.fall., che ha riguardo ai soli amministratori. Nel caso del credito del professionista, inoltre, la mancata iscrizione di una delibera ad hoc sarebbe di ostacolo a riconoscere all’incaricato una situazione di buona fede opponibile, trattandosi di un potere la cui esistenza esige un conferimento con particolari, non assolte, formalità.

 

Art. 67

Cassazione Civile, Sez. I, 20 ottobre 2015, n. 21273 - Pres. A. Ceccherini - Est. A. Didone - P.M. L. Salvato - S.M. (avv. Ruffolo) c. Fallimento Venice Fashion S.r.l. (avv. Stivanello Gussoni) - Vedi Cass. 22 novembre 2013, n. 26215

 

1. Ai fini del computo a ritroso del termine di proponibilità dell’azione revocatoria fallimentare, che si calcola ad anno  ompleto e non a giorni, il “dies a quo” coincide non già con la data della deliberazione della decisione, ma con quella del deposito in cancelleria (pubblicazione) della sentenza dichiarativa di fallimento, dovendosi escludere tale giorno, ai sensi dell’art. 155, comma 1, c.p.c., mentre deve essere conteggiato, quale “dies ad quem”, il giorno terminale del computo all’indietro.

 

 

Art. 67, comma 1

Cassazione Civile, Sez. I, 20 ottobre 2015, n. 21272 - Pres. A. Ceccherini - P.M. L. Salvato - Fallimento della ditta Eredi Del Cinque s.d.f. (avv. Cianci) c. Fide S.p.a. (avv. D’Errico)

1. Il pagamento di un debito scaduto ed esigibile, effettuato da un terzo, in periodo sospetto, utilizzando il denaro proveniente da una vendita immobiliare di cui non sia stata chiesta ed ottenuta la revoca, costituisce estinzione con mezzo diretto e normale del debito, sicché non rientra nella previsione dell’art. 67, comma 1, n. 2, l.fall.

 

Art. 92

Cassazione Civile, Sez. VI - 1, 20 ottobre 2015, n. 21316, ord. - Pres. V. Ragonesi - Est. G. Bisogni – Banca Italease S.p.a. (avv. Dalpiaz, Camerini) c. Fallimento GAE.TRA S.p.a. (avv. Fabrizio) - Vedi Cass. 19 marzo 2012, n. 4310

1. Ai fini dell’ammissibilità della domanda tardiva di cui all’ultimo comma dell’art. 101 l.fall. (c.d. supertardiva), il mancato avviso al creditore da parte del curatore del fallimento, previsto dall’art. 92 l.fall., integra la causa non imputabile del ritardo da parte del creditore; peraltro, il curatore ha facoltà di provare, ai fini dell’inammissibilità della domanda, che, indipendentemente dalla ricezione dell’avviso, il creditore abbia avuto comunque notizia del fallimento. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto ammissibile la domanda proposta dalla banca istante, avendo quest’ultima ricevuto l’avviso ex art. 92

l.fall. allorquando non era ancora subentrata, a seguito di fusione per incorporazione, all’originario creditore della società fallita, non potendo ritenersi che il rapporto di controllo preesistente tra le due società implicasse anche la trasmissione della conoscenza del fallimento).

 

Art. 167

Trib. Verona 23 febbraio 2015 in funzione di Giudice unico - Est. Platania

1. La compensazione nel concordato preventivo è possibile a condizione che le rispettive ragioni di debito e credito siano precedenti all’apertura della procedura, mentre non sono compensabili qualora siano l’una o l’altra relative a fatti sorti in epoche rispettivamente precedenti e seguenti l’apertura del concordato; ne consegue che qualora la banca incassi dopo l’apertura della procedura ed in forza di mandato in rem propriam crediti del debitore anticipati anteriormente all’avvio del

concordato, la compensazione non è ammissibile.

 

 

Art. 168

Trib. Cassino 27 maggio 2016 in funzione di giudice unico, decr. - Est. Gualtieri

1. Nel concordato preventivo, anche con riserva, pur non essendosi provveduto al versamento dei contributi assicurativi e previdenziali concernenti il periodo anteriore all’apertura della procedura concorsuale, sussiste in forza delle disposizioni vigenti (art. 3 d.m. 30 gennaio 2015) il diritto del debitore di ottenere dall’INPS il rilascio del DURC (documento unico di regolarità contabile).

 

 

Art. 169 bis

Trib. Verona 23 febbraio 2015 in funzione di Giudice unico - Est. Platania

1. In relazione ai contratti di anticipazione su effetti commerciali, la possibilità di qualificarli come rapporti ancora in corso ai fini dell’applicazione dell’art. 169-bis l. fall. dipende dalla tipologia di concordato prescelta dal debitore: in caso di concordato puramente liquidatorio tali rapporti non hanno più ragione di esistere, per cui la proposta ne determina l’immediata cessazione, mentre in caso di proposta con continuità aziendale lo scioglimento può conseguire solo ad una specifica e diretta manifestazione di volontà del debitore concordatario (senza alcuna autorizzazione del tribunale in quanto il debitore, in forza delle ordinarie clausole contrattuali potrebbe autonomamente esercitare il recesso), ovvero della stessa banca.

 

 

Art. 182

Trib. Padova 18 maggio 2016 (data della decisione), decr. - Est. Maiolino

1. Nella fase esecutiva del concordato preventivo, il creditore che lamenti il mancato riconoscimento della natura privilegiata del suo credito, contemplato nel piano come chirografario, deve far valere la propria pretesa a mezzo di autonomo giudizio ordinario e non con reclamo proposto ex art. 36 l.fall.

 

Art. 186

Trib. Forlì 3 febbraio 2016 (data della decisione), decr. - Pres. ed Est. Pazzi

1. La legittimazione riconosciuta in modo indeterminato dall’art. 186 l. fall. “a ciascuno dei creditori” va correlata all’esistenza di un pregiudizio effettivamente subito dal singolo in relazione al proprio diritto di credito, così come modificato a seguito del provvedimento di omologa; pertanto, la richiesta di revoca del concordato preventivo proposta da un creditore chirografario prima della scadenza del termine previsto nel piano per la sua soddisfazione, deve essere rigettata in quanto privo di attuale interesse.

 

Trib. Modena 20 aprile 2016 (data della decisione), decr. - Pres. Zanichelli - Est. Mirabelli

2. Anteriormente alla scadenza del termine finale di esecuzione della proposta di concordato preventivo può aversi inadempimento non irrilevante, tale da giustificare la risoluzione ai sensi dell’art. 186 l.fall., solo qualora risulti certo, in ragione di significativi scostamenti rispetto al piano, che la proposta non potrà avere esecuzione; a tal fine non può attribuirsi rilievo al mancato rispetto dei tempi di pagamento intermedi eventualmente indicati nella proposta omologata, dovendosi fare riferimento al solo termine finale di esecuzione della stessa.